Arialuce dipinti: quadri su legno a Padova

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Arianna, l’artista di Arialuce Dipinit (Credit: Arialuce Dipinti)

Arialuce è il nome d’arte di Arianna Bottin: l’artista crea i suoi dipinti e i quadri su legno a Vigodarzere, in Provincia di Padova, in un laboratorio immerso nel verde. Aria come Arianna, ma anche come il vento che sembra animare le figure delle sue creazioni. Luce, come quella luce che l’artista padovana ha imparato a conoscere fin da subito, quando girava per proporre i suoi disegni con la cartellina sottobraccio.

Come nasce Arialuce dipinti

Allenamento è una parola che Arianna usa molto spesso. Eppure sembra che dipingere le venga naturale: come se fosse nata con il pennello in mano allo stesso modo in cui altri nascono con gli occhi verdi o i capelli neri.

Arianna quando parla del suo lavoro sceglie una strana espressione: atteggiamento pittorico. Due parole che indicano un modo di fare e un modo di essere, per una donna molto decisa. Lei però si racconta con una specie di pudore: “Finito il liceo, io volevo dipingere. Così, ho iniziato a bussare alla porta di arredatori e architetti con i miei disegni. I primi lavori sono stati quadri iperrealistici da arredamento, veri e propri trompe l’oeil.

Un quadro del genere è già artigianato, perché allena chi dipinge a studiare la luce, ad anticipare la struttura e l’equilibrio della composizione, a utilizzare la tecnica. Dopo qualche anno, Arianna capisce che ha bisogno di disegni più semplici e diretti: decide quindi di dedicarsi all’illustrazione. All’epoca, una decina di anni fa, l’unico sbocco possibile per chi sceglieva di fare l’illustratrice era lavorare nell’editoria per l’infanzia: a lei, però, non interessava.

“Mi sono stancata presto di quei buffi animaletti”, ricorda sorridendo. Per trovare la sua dimensione, Arianna guarda alla famiglia in cui è nata. Eredita un piccolo laboratorio di falegnameria e riscopre il legno: odoroso, vissuto e molto meno difficile da trattare della tela. Un materiale che conosce bene, fin da bambina: impariamo le basi – le nostre basi – dall’ambiente familiare, e Arianna non fa eccezione.

Cresciuta tra torni, pialle e seghe circolari, le viene naturale usarli come strumenti per costruire le strutture in legno su cui dipinge. Poi i colori e i pennelli fanno il resto, popolando la superficie di fiori, paesaggi, animali e figure umane che prendono vita in pochissimi tratti: sono i quadri su legno di Arialuce dipinti.

I quadri di Arialuce dipinti

Il legno, però, non scompare: diventa parte dell’opera, la rende concreta, dà corpo e carattere ai disegni. Spesso Arianna dipinge la natura: soffioni e papaveri, animali e marine. Non chiedetemi come, ma a volte riesce a dipingere perfino il vento: forse per questo il legno è così incredibilmente adatto ai suoi quadri.

Si comincia dalla ricerca del legno giusto: “Mi piace usare il legno vecchio, di recupero: è fatto di sostanza antica e ha una storia da raccontare. In più, è leggero e flessibile“, spiega Arianna. Che, con il tempo, ha imparato a riconoscere le diverse essenze e le loro proprietà e a preparare la superficie su cui dipinge.

Prima di costruire la struttura studia le proporzioni della composizione e, quando lavora su commissione, anche le dimensioni della stanza in cui il dipinto verrà appeso. Poi inizia il lavoro di incastro, fissando i pezzi e le assi con tasselli in legno: un equilibrio matematico preciso, su cui si fonda l’armonia del risultato finale.

È il momento del colore. Quando prepara la superficie, dopo aver trattato il legno con l’antitarlo, Arianna immagina il progetto e la resa nei minimi particolari: quando dipinge, invece, lo fa senza preparazione. La sua è una pittura ex tempore, forte di una tecnica imparata giorno dopo giorno e prova dopo prova. Allenamento. La parola torna, e lei ne parla così: “Il mio è un esercizio pittorico testardo e costante. Anche quando significa frustrazione”.

La immagino, Arianna, di fronte ad una tecnica nuova. Arianna che prova e insiste, che si arrabbia e manda tutto al diavolo. E poi ricomincia, cocciuta e tenace: l’allenamento di una ballerina o di uno scacchista, quello che rende il risultato finale armonioso e senza sforzo apparente.

I quadri su legno di Arialuce dipinti danno davvero quest’impressione: delicate foglie di Ginko, ragazze che danzano tenendosi per mano con la grazia delle bambine e l’espressione consapevole delle donne, il profilo disegnato in punta di pennello della Salute, a Venezia. Una leggerezza che fa bene al cuore: eppure, dietro ad ogni dipinto c’è una tecnica sicura, che ricama il soffio del vento, le ombre sulla pietra, il pelo setoso di un gatto.

E se vi dicessi che Arianna per i suoi quadri usa solo cinque colori? I tre colori primari (giallo, rosso e blu), il bianco e il nero. Bastano poche tinte mescolate tra loro per creare un’incredibile varietà di sfumature: lievissime o intense, cupe o luminose.

La bellezza delle forme

Il cerchio e il quadrato si incontrano nelle opere di Arialuce dipinti: “Sono forme perfette”, spiega Arianna. Che poi mi racconta come il quadrato rappresenti la terra e il cerchio simboleggi il cielo: “Solo che l’ho scoperto dopo”, dice ridendo. Dopo, perché ha voluto andare in fondo a quello che il suo istinto suggeriva: “Io sono curiosa, e mi sono detta che doveva esserci un motivo se alcune figure mi riescono così bene”.

Approfondire per lei vuol dire anche esplorare la cultura e trasmetterla, con semplicità: la stessa semplicità di una bambina che ogni giorno scattava una foto al cielo, per vedere come cambiano le nuvole. “Poi ho smesso di farlo – ricorda – ma ho sviluppato comunque l’abitudine a ragionare per immagini, come un fotografo o un grafico”.

Per questo, Arianna riesce a dipingere qualsiasi soggetto, e a farlo in modo molto rapido, se serve. Quando può scegliere, però, preferisce lavorare con calma, nel silenzio del suo laboratorio. Racconta che, con l’arrivo del Covid, tutto è rallentato: è come se le persone avessero imparato a dare più spazio e più tempo. Forse più attenzione, anche.

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Elefanti giganti (Credit: Arialuce dipinti)

Attenzione: ecco un’altra parola che Arianna usa spesso. A volte realizza dipinti su commissione e quando lo fa chiede alle persone cosa vogliono dire attraverso la sua opera, e a chi. Che sia un regalo per la camera di un bambino o un quadro su legno che occuperà quasi tutta la parete di un soggiorno, Arianna lavora immaginando non solo la casa che ospiterà il dipinto ma anche le sensazioni di chi la abita, i suoi desideri, forse perfino qualche scena quotidiana. Fedele al suo modo di dipingere, non prepara mai un bozzetto, neanche per farlo vedere ai suoi clienti: che si fidano, e non si pentono.

Arialuce dipinti è Arianna, la sua ricerca, il suo modo di essere: “Le ispirazioni per i miei quadri nascono dai colori di una giornata, dal mio stato d’animo, dall’atmosfera”, spiega. Poi confida che a breve vorrebbe lavorare a un progetto artistico alternativo, qualcosa di molto personale. Lo racconta con quel suo sorriso obliquo che si apre di colpo, senza avvisare: il sorriso di una donna che dipinge il vento.

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