Gioielli artigianali Italiani: le migliori creazioni

Gioielli artigianali italiani: le migliori creazioni

I gioielli artigianali, specie quelli italiani, sono un accessorio che, da solo, può cambiare faccia a un outfit. Immaginate il classico tubino nero ravvivato da una collana creativa, oppure un vestito colorato valorizzato da un paio di grandi orecchini. Dietro a un gioiello artigianale ci sono la maestria e la creatività di uomini e donne che hanno fatto della propria passione un lavoro: artigiani che conoscono a menadito materiali e tecniche, a volte molto antiche.

Diciamoci la verità: poche di noi sanno resistere di fronte a un gioiello particolare, magari creato su misura: se anche voi la pensate come me, continuate a leggere. Oggi vi invito a un viaggio tra stili, tradizioni e tendenze: sono sicura che ognuna di voi troverà quello che fa per lei.

Ah, dimenticavo: tutti gli artigiani che incontreremo vendono online e spediscono in tutta Italia… e non solo!

1. Chimajarno – San Stino di Livenza – Venezia

Chimajarno e il nome d’arte di Chiara, un’artista che realizza gioielli artigianali intrecciando bottoni e storie. Il suo laboratorio è a San Stino di Livenza, in provincia di Venezia.

Molti anni fa la nonna le regala una scatola di bottoni: sa che la nipote saprà creare qualcosa di bello da quei vecchi dischetti di plastica e metallo. Chiara ci pensa su, poi inizia a intrecciare fili e ad annodare: le prime collane sono per lei e per le amiche, poi il giro si allarga.

È qui che inizia la magia: I gioielli di Chiara sono capaci di evocare ricordi e sensazioni, e le clienti lo percepiscono subito. “I bottoni di questa collana mi ricordano le domeniche in campagna: i miei ci portavano dai nonni con il vestito della festa” oppure “Anch’io avevo dei bottoni simili: erano cuciti su un vestito estivo, uno dei primi regali di mio marito”.

Dietro ad ogni gioiello artigianale di Chimajarno c’è un viaggio che intreccia storie, luoghi, memorie: per questo ogni creazione è unica. Chiara fotografa tutte le sue collane, le numera e le cataloga con precisione: non solo la cura riservata a un’opera d’arte, ma la volontà di ribadire che no, non ce n’è un’altra uguale, in tutti i sensi.

La tecnica è precisa e rigorosa: nodi, intrecci, calcoli matematici esatti. Ci vuole tempo, ci vuole attenzione per realizzare un gioiello del genere. Ogni filo è continuo, nessun taglio: basta un intreccio saltato o uno spostamento di pochi millimetri per modificare il risultato.

Prima ho usato l’espressione “opera d’arte”, e non l’ho scelta a caso. Le “aggregazioni di bottoni” di Chimajarno hanno viaggiato in Italia e all’estero, partecipando a esibizioni, mostre temporanee, collettive di artisti. Quello di Chiara è un artigianato diverso, nato dall’esigenza di esprimersi e di raccontare.

Sono le persone a capire che dietro alle collane di Chimajarno c’è molto di più che tecnica e creatività: ognuna è il racconto di un percorso. Per questo, Chiara riceve spesso piccoli set di bottoni da uomini e donne, che raccontano anche da dove arrivano e perché hanno scelto di donarli. Lei ringrazia, cura, custodisce.

I suoi gioielli sono piccoli frammenti di vita quotidiana si intrecciano per creare una storia nuova: chi li indossa lo sente e ne percepisce l’energia. Chiara lo racconta così: “Molte persone mi dicono che indossare le mie collane le fa stare bene. E io non potrei chiedere nulla di più bello al mio lavoro”.

Gioielli artigianali italiani: Chimajarno
Credit: Chimajarno gioielli

2. Carillon Bijoux – Torino

Alla storia di Giulia sono particolarmente affezionata: è una delle primissime che ho raccontato nel mio blog e lei è stata di una gentilezza squisita. L’ho conosciuta qualche anno fa, mentre cercavo un paio di orecchini in soutache che ha realizzato su misura per me.

Ora, Giulia ha cambiato tecnica e stile: la voglia di leggerezza l’ha portata a sperimentare, anticipando le tendenze della moda e adattandole al suo gusto personale. I suoi gioielli artigianali sono colorati e leggeri ma creati con cura e attenzione. Le parole d’ordine di Carillon Bijoux? “Trendy” e “su misura“.

Se volete sapere quali saranno i modelli più indossati nella prossima stagione, visitate il suo profilo Instagram: tutte le creazioni di Giulia arrivano da uno studio attentissimo di magazine, blog e siti web, per cogliere al volo novità e suggestioni. I suoi gioielli artigianali sono semplici, adatti a essere indossati tutti i giorni: li scegli la mattina davanti allo specchio, li allacci in un attimo e sei pronta per uscire.

Contattatela, chiedete di personalizzare un modello, studiate con lei la collana o il paio di orecchini più adatti ai vostri gusti e alle vostre esigenze. Giulia vi seguirà con gentilezza e attenzione: una piccola coccola che continuerà quando i suoi gioielli arriveranno a casa vostra. Perché? Perché lei cura anche le spedizioni, cambiando la confezione a seconda del momento e della stagione: scatoline, stampe, piccoli sacchetti di organza.

Le sue clienti la seguono e aspettano con curiosità i nuovi modelli: che poi ritrovi nei video, nelle stories, nei reel. Tra le mani di questa ragazza di Torino ciondoli, catenelle e charm diventano gioielli allegri e frizzanti ma mai eccessivi. È la cifra stilistica di Giulia, che ama le linee pulite, i dettagli che illuminano senza eccessi.

Questa ragazza gentile e riservata ha lo spirito aperto e originale di Torino, la città dove vive. Creare la rilassa, studiare i nuovi modelli la appassiona. E lei lo racconta con un pizzico di ironia. “I gioielli sono la mia ossessione. Ho invaso casa con perline, fili, pinze e catenine: per fortuna c’è un soppalco a salvarmi la vita!”.

3. Orocreativo – Alba – Cuneo

Restiamo in Piemonte e trasferiamoci nelle Langhe. Qui, tra colline dolcissime e piccoli borghi troviamo il laboratorio di Claudia, che crea gioielli artigianali rigorosamente italiani con il suo brand Orocreativo.

Claudia è figlia d’arte: il padre era rappresentante orafo e lo zio gioielliere. Per lei oro, argento e pietre preziose fin da piccola erano sinonimo di lavoro, organizzazione, vita quotidiana. Anche lei sceglie di seguire le orme di famiglia, diplomandosi alla scuola d’arte orafa. Dopo gli anni della formazione inizia a lavorare per le grandi imprese del settore, imparando a conoscere meccanismi dell’ufficio stile e delle collezioni.

Il talento, però, emerge: le gioiellerie e le migliori oreficerie di Roma chiedono di lei alle aziende dove lavora, ospitandola per dimostrazioni estemporanee a clienti selezionati. Claudia perfeziona la tecnica e inizia a sperimentare per conto proprio lavorazioni e materiali. Dopo trent’anni in azienda, decide di mollare gli ormeggi e prendere il largo: nasce così il laboratorio di Orocreativo, ad Alba, in Piemonte.

Cos’hanno di speciale i gioielli di Claudia? Tutto, dal concept ai materiali utilizzati. Immaginate di poter tradurre in un gioiello la sensazione di una mattina d’estate o i colori di un paesaggio marino: ecco, ora avete un’idea un po’più precisa di cosa sono i gioielli artigianali di Orocreativo.

L’artigiana piemontese gioca con i metalli, gli smalti, i piccoli dettagli della vita di tutti i giorni: “Mi piace lavorare con oggetti che hanno una storia da raccontare”, dice. Ecco allora che ottone e argento si intrecciano con miniature di ceramica, pezzi di righello, ditali da sarta. Negli orecchini asimmetrici, piccoli cactus dialogano con palloncini colorati, mentre le collane raccontano storie di paesi lontani, intrecciate con i fiori e le farfalle del giardino di casa. E le parole, incise sulla superficie, mandano messaggi pungenti, che ribaltano i luoghi comuni e li sfidano.

È proprio questo il messaggio di Claudia: se le regole ti stanno strette, cambiale. E non lasciare che nessuno ti definisca e ti insegni il mestiere di vivere.

I gioielli di Orocreativo sono una piccola rivoluzione: pezzi unici, che regalano a chi li indossa il piacere sottile di osare. Con un avvertimento chiaro: “Le apparenze a volte ingannano: fermati, e guarda meglio”. Dentro, e fuori.

4. Le Gioie di Eva – Venezia

Torniamo in Veneto, tra le vie di una delle città più belle del mondo. Ho detto “vie”? Eresia! Qui a Venezia si parla di calli e campielli, ovviamente. Più o meno a metà strada tra la Stazione e Rialto, in un angolo un po’nascosto ma a cinque minuti dalla movimentata Strada Nova, c’è il laboratorio di Le Gioie di Eva.

Eva è un’artigiana che crea i suoi gioielli con la tecnica antichissima delle perle a lume: perle che nascono trasformando delle piccole canne di vetro in sfere perfette, grazie al calore del fuoco.

Anche lei è figlia d’arte: suo padre è un maestro vetraio conosciutissimo in città. Lei però non ne vuole sapere, almeno all’inizio. Cambia idea quando incontra una perlera di Murano che le insegna a lavorare il vetro con la tecnica “a lume”. Eva ha una predisposizione naturale: creare quei piccoli globi che imprigionano la luce e trasformano il colore imbrigliando la potenza del fuoco le riesce facile. Tanto facile da farne il suo lavoro.

I suoi gioielli artigianali nascono combinando quello che vetro e fuoco le regalano: non è facile padroneggiare la tecnica e ogni colore richiede una lavorazione diversa. A volte l’effetto del calore che modella il vetro scurisce le tinte, in altri casi i colori si mescolano in modo inaspettato.

Tecnica e casualità, estro e precisione: le collane, gli orecchini e i braccialetti di Le Gioie di Eva sono il risultato straordinario di un processo lento e antico. Eva divide le sue perle a lume per colore, studia gli abbinamenti, sceglie con cura forme e dimensioni. La stessa perla che risalterebbe in un paio di orecchini diventa elegante e discreta in un braccialetto, e le tinte che si mescolano in una sgargiante collana estiva si fanno più delicate in autunno.

Eva è così: nei suoi gioielli artigianali mescola tecnica, gusto estetico e un istinto sicuro per la sperimentazione: come nella linea fusion, creata insieme a un artigiana che lavora il legno. A lei piace mescolare i materiali, usare il metallo o i fili di tessuto per intrecciare e infilare le sue perle. E collaborare: per questo si spende, condivide il suo sapere e incontra altre artigiane come lei per capire se da bellezza può nascere bellezza.

Proprio con altre colleghe – artiste della materia, artigiane dell’incanto – Eva sta lavorando ad un progetto bellissimo: “Ma questa è un’altra storia, e si dovrà raccontare un’altra volta”. Beh, sapete che vi dico? Io sono qui apposta!

5. Le Fou Bijou – Casale Monferrato – Alessandria

Spostandoci di nuovo in Piemonte, arriviamo in Provincia di Alessandria, nel Monferrato. Siamo ospiti a casa di Laura, che nel suo laboratorio crea gioielli artigianali. Sono le collane e gli orecchini di Le Fou Bijou, il suo brand.

Sagome precise, forme geometriche nette ed eleganti: i gioielli di Le Fou Bijou fanno venire in mente la traccia di un pattino sul ghiaccio. Merito del materiale scelto da Laura, che realizza le sue creazioni con plexiglass di riciclo. Leggero, resistente e modellabile in tantissime forme e colori: il materiale ideale per una creativa di professione.

Per Laura, infatti, è un colpo di fulmine: alla voglia di sperimentare si aggiunge anche la consapevolezza di proporre gioielli sostenibili dal taglio contemporaneo. Cerchi, anelli, piccole bolle trasparenti. E poi, lo skyline di Torino, la sagoma della mole e le collane e gli orecchini ispirati alla street art di Banksy.

Sono gioielli che risaltano sulla stoffa e sulla pelle, evidenti quasi senza volerlo, eppure elegantissimi. Sembrano fatti per essere indossati tra le strade di una metropoli, a un vernissage, per un incontro con qualcuno da cui vuoi farti ricordare.

Gioielli artigianali italiani con una personalità definita, perché dietro a ciascuno di loro c’è una storia, un momento diverso della vita di Laura. È come se, per ogni collezione, questa artista – artigiana facesse un viaggio dentro al suo mondo: e ne riemergesse con in mano un’ispirazione, come i pescatori di perle riemergono dalle onde.

Ogni collezione di Le Fou Bijou è una piccola capsule: pochi pezzi, pochissimi modelli. Laura vuole dedicare cura e attenzione a quel percorso unico e accidentato che va dall’idea alla realizzazione. Per l’eleganza e lo stile ci vuole tempo: altrimenti si rischia di tronare sui propri passi, di restare su strade già percorse.

No, non fa per lei: Laura si muove, si emoziona, evolve. E regala a chi indossa i suoi gioielli artigianali la possibilità di cambiare. Collane che si possano indossare in modo diverso a seconda dell’occasione e dello stato d’animo, orecchini che cambiano l’equilibrio di un viso solo con un tocco di colore. Le Fou Bijou è fatto per chi ama distinguersi: “per donne incredibilmente chic”.

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