Patricio Parada: gioielli artigianali per stupire

Patricio Parada gioielli artigianali

I gioielli artigianali di Patricio Parada sono luce, racconto, scultura. Sono l’eccesso e la gioia, il metallo conosciuto a memoria e trasformato in arte. Parlare di Patricio vuol dire incontrare un creativo senza compromessi, che ha giurato alla sua arte fedeltà assoluta.

Chi è Patricio Parada

“Lavoro e metodo, metodo e lavoro“: inizia a raccontare così la sua storia Patricio Parada, artista e artigiano orafo. Nato in Cile durante la dittatura di Pinochet, in una famiglia di ingegneri da tre generazioni, Patricio ha nel sangue l’abitudine a lottare per raggiungere ciò che vuole.

Nel 1990, appena dopo la caduta del regime militare, frequenta un corso di oreficeria artistica e studia la lingua indigena del sud del Cile. Si avvicina così alla ritualità sciamanica antica, imparando a conoscere i gioielli tradizionali della sua terra. Cinque anni dopo si iscrive all’accademia, dove studia disegno, scultura e la tecnica dello smalto a fuoco: mestiere artigiano e saper fare artistico si mescolano, dando ai gioielli di Patricio Parada un carattere inconfondibile.

Nel 2004 Patricio arriva in Italia per una mostra organizzata alla fiera campionaria di Milano, e decide di restare. Si perfeziona al Politecnico del Commercio, studiando design, oreficeria e argenteria a livello professionale.

L’Italia è un film, per chi la vede da fuori“, racconta. È la suggestione di una terra che vive della sua fama ma di cui Patricio coglie gli splendori e le contraddizioni, con la sagacia pronta e disincantata di chi arriva da un altro mondo. Del resto, Patricio non si ferma mai, e forse il viaggio è un’eredità di famiglia: “Mia nonna era francese, mio nonno materno croato“. Parla dell’esperienza dell’immigrazione come di uno stimolo potente: la scelta consapevole di “Cambiare lingua, città, relazioni. Di cambiare stelle“.

A Milano l’orafo cileno inizia a collaborare con luxury boutique, artigiani, artisti, vive l’esperienza del coworking e poi apre la sua bottega. Creazione dopo creazione, si rende conto di poter raccontare una storia nuova con i suoi gioielli: tutto è forza che muove, tutto è evoluzione e ricerca. Patricio sperimenta e crea, intrecciando luce, imperfezioni e asimmetrie: non solo anelli, collane e bracciali ma anche lampade e oggetti di design.

Una delle lampade di Patricio Parada (Credit: Patricio Parada)

Da uno scambio di intuizioni con un amico liutaio nasce quel nome che ancora accompagna il suo profilo Instagram. Il metallo, il colore, la meraviglia trasformati in arabeschi contemporanei dal sapore antico: BaroccoPop.

I gioielli di Patricio Parada

Un aggettivo per descrivere i gioielli artigianali di Patricio Parada? Opulenti. Non l’opulenza dell’uomo, artificiale e ostentata. Piuttosto, la ricchezza traboccante e multiforme della natura. Collane che somigliano a coralli, orecchini e anelli che ricordano piccole spugne marine, bracciali che sembrano attorcigliarsi al polso come i rami degli alberi di una foresta.

Dalla natura vengono molte delle ispirazioni di Patricio, che osserva e indaga, affascinato: il mondo organico, il microcosmo vitale, come dietro a una lente di ingrandimento. Non solo ciò che è grandioso, armonico, perfetto: gli occhi fotografano anche l’usura del tempo. Uno steccato sbrecciato o una crepa su un muro diventano metafora dello scorrere della vita.

La tecnica che Patricio utilizza è antichissima: la fusione a cera persa, già usata dagli Aztechi, dai Maya, dagli Egizi. Una tecnica che permette di partire da una forma di cera, sciolta dal calore e lavorata.

Il metallo fuso dal fuoco segue la sagoma di cera, fluido e modellato con l’aiuto di una pinza: un processo di trasformazione quasi magico, che muta la materia inerte in una creazione capace di vibrare. È Patricio stesso a raccontarlo: “Amo andare oltre la natura fredda e pesante dei metalli per riscoprirne l’anima poetica, romantica, sensuale”.

Così, nascono le sue collezioni: gioielli artigianali e artistici in oro, argento e bronzo che a volte intrappolano smalti e pietre preziose. Sono sculture da indossare, creazioni nate da un amore viscerale per l’arte e scelte da chi vive incondizionatamente la propria vita.

Ascoltare Patricio Parada mentre parla del suo lavoro è un meraviglioso caleidoscopio: l’artigiano che crea al suono della musica classica, l’imprenditore ambizioso e tenace che non molla di un centimetro, l’artista che indaga il mondo e la sua anima, trasformando le onde e gli strapiombi della mente in arabeschi.

Patricio è la sua risata: schietta e ironica, che esplode all’improvviso e ti lascia il dubbio di non aver capito bene. È l’arte che si esprime senza riserve e senza limitazioni: quando ogni singolo atomo di metallo vibra della gioia creativa come un animale che si prepara al balzo.

Dietro, la disciplina inflessibile: quella di chi sceglie un obiettivo e lo porta avanti con una tenacia quasi feroce. Raccontando del suo laboratorio, Patricio lo descrive come se parlasse di un tempio: non per gli altri, ma per se stesso. “A volte vorrei dormire davanti al mio tavolo da lavoro: per rimanere dove l’opera creativa nasce e muore”, racconta.

L’arte come scelta

Una dedizione così assoluta si sceglie, tutti i giorni. Una scelta estrema, forse, ma una volta fatta diventa il muro che permette all’edera di arrampicarsi in alto o lo scoglio che lascia le alghe e gli anemoni marini liberi di danzare. “La scelta è la leggerezza dell’anima”, dichiara Patricio. Lo dice con la semplicità di chi enuncia un teorema matematico, come se pronunciasse una di quelle frasi sospese tra scienza e magia che creano i cristalli di neve o le eliche perfette delle conchiglie.

Come dire: la mia decisione è presa, una volta per tutte. E ora sono libero. Libero di sperimentare, di prendere posizione, di elevare il pensiero. Come l’artigiano modella la cera e il metallo, così pensieri e parole modellano la vita. E Patricio ha scelto pensieri di stupore, di consapevolezza, di affermazione. Gli stessi pensieri che lo hanno portato negli Stati Uniti, a far indossare i suoi gioielli sui red carpet di Los Angeles.

Comunque li si voglia interpretare, i gioielli dell’artista cileno parlano della vita e la raccontano. Chiamano chi li sceglie a manifestarsi: e al diavolo le catechesi minimaliste del “less is more”. Gli eccessi delle sue collane, gli anelli che sembrano pronti a crescere tra le mani di chi li indossa sono un invito a non rinchiudersi nella scatola angusta di un quotidiano che ci sta stretto. Sono gioielli fatti per l’anarchia, per chi vuole distinguersi senza paura del giudizio: o, meglio, per chi il giudizio se l’è lasciato alle spalle, e da un pezzo.

Quando lavora per un cliente Patricio Parada ne conosce lo stile e le abitudini: “So come cammina, come si muove, cosa mangia”. È il gioco sottile ed esperto di chi riesce a cogliere i desideri dietro alle parole e alle espressioni. A volte, Patricio gioca anche con se stesso e con la sua storia: quando indossa i suoi anelli e le sue collane, quando li presenta come artista e modello insieme, barocco e irriverente.

Io sono parte dell’opera, e l’opera è in me”: verrebbe da pensare agli aforismi di Oscar Wilde dopo una frase del genere. Ma no, non renderebbero l’idea: troppo eleganti, forse troppo distanti. Patricio non lo sa, ma a metà della nostra chiacchierata già mi risuonava in testa il ritornello battente e trascinante di “Lust for Life”. Iggy Pop e David Bowie, anarchia e cristallo puro: ecco l’arte di Patricio Parada.

Link utili:

Sito web: www.patricioparada.ufashon.com

e-shop: http://www.patricioparada.ufashon.com/e-showroom

Facebook: https://www.facebook.com/patricio.parada.pp

Instagram: https://www.instagram.com/baroccopop_patricioparada

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